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Misure sul processo civile – lavori della Camera dei Deputati

Atto Camera: 2681
Disegno di legge: S. 1612. – “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” (approvato dal Senato) (2681)

Camera.it – XVII Legislatura – Lavori – Progetti di legge – Scheda del progetto di legge.

Anamorfosi dello “spread”- Globalizzazione finanziaria, guerre valutarie e tassi di interesse dei debiti sovrani

Vi consiglio di leggere questo articolo del Prof. Giuseppe Di Gaspare che ho trovato illuminante e che fa riflettere.

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di Giuseppe Di Gaspare – www.amministrazioneincammino.luiss.it

Anamorfosi dello “spread”- Globalizzazione finanziaria, guerre valutarie e tassi di interesse dei debiti sovrani

SOMMARIO: 1. L’anamorfosi: una prospettiva deformante. 2. Cosa è lo spread; 3. Perché lo spread è un parametro utilizzato in modo fuorviante; 4. Il tasso di interesse del nostro debito pubblico dipende principalmente dal cambio dollaro/euro; 5. Il carry trade sul dollaro; 6. Un punto di vista contro intuitivo ai grafici sullo spread; 7. Che fare? La difesa del valore dell’euro ed il consolidamento del debito pubblico.

via Amministrazione in Cammino • SERVIZI PUBBLICI • note e commenti • Anamorfosi dello “spread”- Globalizzazione finanziaria, guerre valutarie e tassi di interesse dei debiti sovrani.

Domani in discussione al Senato il disegno di legge sul processo civile

ORDINE DEL GIORNO

Giovedì 16 ottobre 2014

alle ore 9,30

333a Seduta Pubblica

I. Discussione del disegno di legge:.

Conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile (Ove concluso dalla Commissione) (1612)

senato.it – Assemblea – Ordine del giorno.

L’EVOLUZIONE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

L’EVOLUZIONE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE ALLA LUCE DEI PRINCIPI INTRODOTTI DALLA NUOVA DIRETTIVA N. 2014/52/UE E DELLE RECENTI DISPOSIZIONI NAZIONALI IN MATERIA

11 novembre 2014
ore 15-19
Istituto V. Gioberti, Via della Paglia 50, Roma

Il convegno affronta le recenti novità introdotte nell’ordinamento comunitario e nazionale, in materia di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), avendo riguardo anche ai rapporti della medesima procedura con la valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.).
Al convegno interverranno membri delle competenti Commissioni tecniche istruttorie del Ministero dell’Ambiente, consulenti del Ministero, consulenti tecnici di società private, giuristi esperti in materia ambientale, rappresentanti di
comitati di cittadini, che contribuiranno a offrire diversi punti di vista sul tema della V.I.A..

Locandina convegno V.I.A.

PROGRAMMA
Saluti dell’Associazione Giuristi Democratici di Roma;
Avv. Cesare Antetomaso
Coordina l’Avv. Pietro Adami

Le principali novità introdotte dalla nuova direttiva n. 2014/52/UE. Le modifiche al d.lgs.n. 152/06, parte II, previste dalla l. n. 116/2014 – Avv. Alberta Milone – Associazione Giuristi Democratici. Avvocato, già consulente presso il Ministero dell’ambiente

Valutazione ambientale strategica (V.A.S.), specificità rispetto alla V.I.A. – Avv. Luca Di Raimondo; Ministero dell’ambiente – Commissione V.I.A. e V.A.S.

V.I.A., V.A.S. e A.I.A. per la tutela delle acque – Avv. Francesco Lettera; Avvocato (componente Consiglio Superiore Lavori
Pubblici)

La V.I.A. in aree protette: rapporti tra V.I.A. e valutazione di incidenza (V.I.N.C.A.)
Avv. Marcello Nardi; Avvocato, Associazione Giuristi Democratici

La procedura integrata V.I.A. – A.I.A. (autorizzazione integrata ambientale) degli impianti industriali. Casi di studio.
Dott. Geol. Marcello Iocca; Ministero dell’ambiente – Commissione A.I.A.

Nuove disposizioni in tema di Conferenza di Servizi nel d.l. n. 133/2014 (“Sblocca Italia”) Cons. Stefano Toschei; Consigliere Tar Lazio

Le grandi opere civili: la V.I.A. delle opere strategiche. Casi di studio. Prof. Vittorio Amadio; Ministero dell’ambiente – Commissione V.I.A. e V.A.S..

La procedura di V.I.A. c.d. ordinaria: il punto di vista degli estensori degli studi di impatto ambientale.  Arch. Guglielmo Bilanzone; Amministratore Unico Cras S.r.l. (Centro ricerche applicate per lo Sviluppo Sostenibile)

L’evoluzione della partecipazione del pubblico al procedimento di V.I.A.. L’accesso alle informazioni ambientali. Dott.ssa Rosalba Montani; Consulente presso il Ministero dell’ambiente

Interventi programmati

Il convegno è stato accreditato dal C.O.A. di Roma per n. 4 crediti formativi.

Per iscrizioni, inviare una e-mail all’indirizzo:
giur.dem.roma@gmail.com

L’institutio alimentaria di Traiano

tabula alimentariaPresso il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano è conservata una tavola alimentaria in bronzo scoperta nella zona di Benevento.

Si tratta della tabula dei ligures baebiani dove sono annotati i prestiti in denaro concessi ai proprietari terrieri che in cambio versavano un tasso di interesse del 2,5% da devolvere al mantenimento dei bambini bisognosi ed alla loro educazione.

Attraverso questo geniale sistema di finanziamento fu possibile sostenere l’economia rurale ed allo stesso tempo consentire ai figli di famiglie povere di studiare e crescere sani. In questo modo si intendeva anche incrementare la crescita demografica nella zona oggetto dell’intervento.

Il provvedimento, introdotto dall’imperatore Traiano, è noto come institutio alimentaria e fu largamente applicato in Italia.

Il silenzio è musica ?

Il silenzio è musica ?

Il silenzio è senz’altro parte di una composizione musicale e viene rappresentato sul pentagramma come una pausa.

Il silenzio, come assenza di suono, è  una componente della musica. Essendo naturalmente privo di tono, timbro e intensità, l’unica caratteristica che condivide con il suono, in un contesto musicale, è la durata. (fonte: Wikipedia)

Un’opera dove non ci sono note ma solo pause di una certa durata, può essere definita come opera musicale ?

John Cage è stato un famoso compositore di musica sperimentale. L’esecuzione di un’opera di musica sperimentale viene intesa come “una azione sperimentale il cui risultato non è prevedibile” (fonte: Wikipedia). Il video riproduce l’esecuzione di 4′.33″ , una famosissima opera di Cage. Il risultato dell’esecuzione dell’opera di Cage non è senz’altro prevedibile. Il colpo di tosse in sala, il movimento di uno degli spettatori o qualsiasi altra cosa accada in 273 secondi, eventi imprevedibili e non trascrivibili su una partitura musicale, sono parte della composizione musicale. La non azione dell’autore e direi anche dell’esecutore,  sono indiscutibilmente causa di questa serie di effetti incerti in un silenzio assoluto che non esiste.

Secondo il diritto questi 4′.33″ possono essere considerati  musica ?

Nel volume Intellectual Property Law (Bently e Sherman – Oxford University Press, terza edizione, pagg. 70 – 71) ho letto che quest’opera del silenzio nel 2002 è stata oggetto  di una controversia tra i detentori dei diritti di sfruttamento delle opere di Cage ed i Planets, una band musicale di musica pop-fusion. Purtroppo non sono ancora riuscito a trovare il pezzo dei Planets. In buona sostanza i Planets hanno inserito 60 secondi di silenzio all’interno di una loro composizione.

La controversia è stata transatta con un accordo che prevedeva il pagamento di un somma consistente.

Di certo nel diritto inglese, così come in quello italiano, per musica si intende qualcosa che comprenda melodia, armonia e ritmo.

Pertanto sarei orientato per una risposta negativa al quesito che mi sono posto:  i 4′.33″ di Cage non sono musica quindi.

Il Palazzo di Giustizia di Roma

Il Palazzo di Giustizia di Roma

2014-02-28 12.13.43Esempio di architettura italiana

I romani lo hanno sempre chiamato er Palazzaccio. Molti lo consideravano brutto, pesante e ridondante. In effetti la pesantezza della struttura qualche problema lo creò.

Progettato dall’architetto Guglielmo Calderini, il Palazzo di Giustizia rappresenta un esempio di archiettura italiana. La costruzione iniziò nel 1889 per concludersi nel 1911 dopo moltissime polemiche.

Un palazzo imponente

Ho sempre amato questo palazzo per la sua imponenza, i corridoi lunghissimi e luminosi, le scale monumentali, gli affreschi dell’Aula Magna.

Una vicenda tutta italiana

La vicenda della costruzione del Palazzo di Giustizia viene ricordata anche come uno dei primi casi di corruzione nell’Italia post unitaria. Non mancò nulla di quello che purtroppo viviamo nell’Italia di oggi. La corruzione dei politici, il malaffare degli imprenditori, le commissioni di inchiesta parlamentare, il giornalista d’inchiesta che denuncia lo scandalo con un suo libro, la giustizia che alla fine trionfa o almeno sembra che trionfi.

In un bellissimo volume edito da Gangemi, del quale ho trascritto alcuni passaggi, si narra questa antica ma ancora tanto attuale vicenda.

Da L’Italia al passaggio del secolo. Il dibattito sul “Palazzaccio” nella stampa e nel Parlamento, di Carlo Vallauri. Pubblicato nel volume “Il Palazzo di Giustizia di Roma” edito da Gangemi Editore.

……. sin dalla fase iniziale la lievitazione dei prezzi aveva provocato imbarazzi e vertenze, giacchè le ditte impegnate erano prontissime a pretendere risarcimenti per le maggiori spese; da ciò erano nate contestazioni risolte attraverso i lodi arbitrali , dai quali le imprese trarranno non pochi benefici, scarsamente giustificati ….

Renzo Rossi, il Marco Travaglio dell’epoca

….. nel 1908 è pubblicato a Roma un libro di Renzo Rossi, Palazzo di Giustizia, che rivela singolari procedure e decisioni che avevano favorito determinate imprese: è la prima ampia documentata denuncia che chiama per nome responsabilità di singoli titolari di ditte e componenti di collegi arbitrali. L’anno successivo il saggistra rincara la dose con “Un anno dopo al Palazzo di Giustizia” ed ancora nel 1910 “Due anni dopo al palazzo di giustizia”. In quest’ultimo volume Rossi riprende la proposta per un’inchiesta palamentare (la seconda dopo quella del 1907 n.d.r.) …..

2014-02-28 12.17.13La commissione d’inchiesta

Appena costituita la commissione d’inchiesta, il Procuratore Generale della Cassazione, L. Mortara, è incaricato di compiere uno studio sulla vicenda: la relazione chiarisce che errano stati pagati consistenti sovrapprezzi per effetto di transazioni, lodi ed accordi intervenuti in sede amministrativa, persino senza contestare le richieste delle ditte; risultava inoltre che erano state introdotte modificazioni e che si era proceduto a demolizioni tali da apportare aumenti notevoli dei costi senza che fossero stati forniti “elementi certi e trecnicamente giustificati”. Nel corso dei lavori la commissione accerterà in particolare che un’impresa (Borrelli) si era avvantaggiata di quasi 21 milioni dei complessivi 36 sino allora spesi dallo Stato: su tali somme non era stato possibile effettuare precisi accertamenti a causa della scomparsa dei libri contabili. Era emerso inoltre che che somme ingenti erano finite a favore della ditta e di persone ignote per “fini inconfessabili”.

Deputati, consulenze e corruzione

Un deputato (Sottosegretario alla Giustizia nel ministero Luzzatti) aveva ottenuto tra l’altro un’ingente somma per una consulenza legale nell’ambito delle vertenze. Risulteranno coinvolti altri deputati: uno di essi risulterà aver fatto da intermediario presso il Ministero dei L.L.P.P., per ammettere all’asta l’impresa Borrelli che era stata esclusa per scarsa affidabilità ( e si era fatto costruire dalla stessa impresa un villino in Roma); un altro deputato (per di più Consigliere di Stato e giudice arbitrale in due lodi sul Palazzaccio) risultava anche proprietario di un altro villino costruito in quegli anni dalla stessa impresa; per un altro (Sottosegretario ai L.L.P.P.) la Commissione confermo che non aveva operato nell’accorgimento e nella ponderazione” necessari per la tutela degli interesse dello Stato.

2014-02-28 12.20.27Nel giugno del 1913 il Senato approvò le conclusioni della Commissione, il cui verdetto quindi ottiene il pieno riconoscimento del Parlamento tanto che i deputati che erano stati chiamati in causa per comportamenti scorretti ( A. Guarracino, G. Abignente, T. Mosca, R. Luzzato) presto si dimetteranno dal loro mandato parlamentare.

Nel dopoguerra (dopo la prima guerra mondiale n.d.r.) riemergono nuove rivelazioni su irregolarità in ordine allo scandalo: si infittiscono informazioni e polemiche confermando gli abusi compiuti che contribuiscono a gettare ulteriori giudizi di condanna su una parte del ceto politico e sulle complicità conseguenti. La costruzione del palazzo eretto quale simbolo di giustizia ha messo in evidenza le crepe della società dei notabili, le interferenze illecite nella vita amministrativa, i rischi di un “diritto” applicato spesso a “rovescio” e nello stesso tempo la possibilità, nelle istituzioni libere, di controllare l’operato di chi gestisce il potere, di scoprire le responsabilità e rimuovere gli errori.

Il paese, ormai lacerato da pù violenti conflitti, tende però a guardare altrove.

Riforma della giustizia civile: processo civile a carte scoperte, introduzione della discovery e novella all’art. 115 c.p.c.

Riforma della giustizia civile

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato nel suo sito una scheda con le linee guida della prossima nuova riforma.
Il Ministro Orlando ha anche aperto una fase di consultazione sulle linee guida che si concluderà il 31 agosto 2014 e alla quale sarà possibile partecipare, come per la riforma della Pubblica Amministrazione, scrivendo a rivoluzione@governo.it .
E’ seguito l’invio da parte del Ministro, nel proprio profilo Twitter, di alcune slide che intendono riassumere le linee guida. Vi consiglio di non fermarvi alle slide ma di leggere i documenti pubblicati nel sito del Ministero che contengono molti spunti interessanti.

Queste le mie proposte di riforma della giustizia civile che invierò al Ministero

Il momento della conoscenza del fatto è essenziale nella difesa delle parti e nello svolgimento dell’attività del giudice; il giudice applica infatti la norma al quadro probatorio emerso nel processo ovvero alla tanto controversa e dibattuta verità processuale.

Una completa conoscenza del fatto consente alle parti una più attenta valutazione dei propri rispettivi interessi e permette di valutare al meglio ipotesi di risoluzione alternativa delle controversie.

Introduzione della discovery

Nel diritto processuale degli Stati Uniti la discovery è una pre-trial phase nel corso della quale è possibile ottenere una prova proveniente dalla controparte attraverso la richiesta di risposte ad un interrogatorio, la richiesta di produzione di documenti ed altro.
Secondo la legge degli Stati Uniti la discovery può riguardare qualsiasi elemento che possa essere considerato una prova ammissibile nel processo. Pertanto la sua accezione risulta essere più ampia di quella di prova ammissibile in senso proprio poiché comprende anche la ricerca di quegli elementi che possano essere successivamente considerati rilevanti.
La discovery riguarda ovviamente anche tutti i dati gestiti elettronicamente (documenti, email ecc.) ed ha un impatto notevole sulla successiva eventuale fase processuale. Accade spessissimo infatti che le vertenze siano transatte dopo questa fase preliminare al processo, in cui le parti sono costrette a scoprire le carte.
Le conseguenze della mancata produzione di documenti in sede di discovery,  ed ancor peggio, della non corretta o deficitaria conservazione dei documenti elettronici, sono gravissime e possono compromettere la posizione processuale della parte.
L’introduzione nel nostro ordinamento della discovery, conosciuta nel Regno Unito come disclosure, sarebbe a mio avviso dirompente. Le parti avrebbero la possibilità di giocare a carte completamente scoperte prima dell’inizio della fase processuale propriamente detta e così valutare le reali possibilità di successo della causa con un immaginabile effetto deflattivo sul carico dei tribunali civili.

Novella all’art. 115 c.p.c.: processo a carte scoperte

Nello stesso solco una piccola modifica all’art. 115 del c.p.c. . Come ho scritto sopra, il giudice applica  la norma al quadro probatorio emerso nel processo al quale deve tassativamente attenersi:
Salvi i casi previsti dalla legge (cc. 2736; c.p.c. 117, 118, 213, 240, 241, 257, 258, 317, 439, 464), il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita (art. 115 c.p.c.).
Costringere le parti a mostrare all’avversario le prove a fondamento delle proprie pretese in una fase pre processuale rappresenterebbe un indubbio vantaggio con chiari conseguenti effetti deflattivi sul carico di lavoro dei tribunali.
Testo proposta da aggiungere al primo comma dell’art. 115 c.p.c.:
<< E’ possibile utilizzare nel processo soltanto i documenti di cui le parti siano state messe a conoscenza mediante la consegna in copia, almeno 90 giorni prima della notifica dell’atto di citazione  o del deposito del ricorso, con ogni mezzo e modalità idonei a garantire la certezza del loro ricevimento >>.
L’art. 115 c.p.c. risulterebbe quindi così novellato:
<< Salvi i casi previsti dalla legge (cc. 2736; c.p.c. 117, 118, 213, 240, 241, 257, 258, 317, 439, 464), il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita.  E’ possibile utilizzare nel processo soltanto i documenti di cui le parti siano state messe a conoscenza mediante la consegna in copia, almeno 90 giorni prima della notifica dell’atto di citazione o del deposito del ricorso, con ogni mezzo e modalità idonei a garantire la certezza del loro ricevimento.
Il giudice può tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza >>
In questo modo le parti avrebbero inoltre un quadro completo del fatto che permetterebbe di ridurre l’alea del processo alla sola interpretazione ed applicazione della norma. Allo stesso tempo si eliminerebbero gli inutili e spesso controproducenti tatticismi (a volte anche le furbate, purtroppo) nello svolgimento dell’istruzione probatoria delle cause affinchè le parti ed il giudice possano vivere la fase processuale nella maniera più leale e trasparente possibile.